Quale oro comprare: qual è la tipologia che conviene comprare?

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Conviene investire in oro, attualmente? Il quesito è sicuramente all’ordine del giorno, considerato il momento molto complicato che sta vivendo l’economia mondiale. Un momento tale da spingere nuovamente gli investitori a considerare l’ipotesi di spostare una parte dei propri soldi verso i cosiddetti beni rifugio. Ovvero quelli che più di altri dimostrano capacità di resistere al deperimento delle quotazioni che caratterizza i periodi di recessione.

Il bene rifugio per eccellenza è proprio l’oro. Il quale più di ogni altro bene ha saputo mettere in evidenza doti di resilienza in condizioni di prolungata difficoltà. Basta in effetti dare uno sguardo ai grafici recanti le quotazioni reali del metallo per vedere come nel corso dell’ultimo anno la sua quotazione abbia fatto registrare un progresso nell’ordine del 20%. Tanto più rimarchevole se si pensa che, ad esempio, quella del petrolio nonostante la forte risalita delle ultime settimane ha invece cumulato una perdita nell’ordine del 10%. Inabissandosi addirittura sotto zero nei momenti iniziali della pandemia di Covid, quando il settore dei trasporti è stato praticamente obbligato a lavorare a scartamento ridotto.

Chi intende investire in oro, deve però muoversi con una certa circospezione se vuole ottimizzare i propri soldi. Cercando di conoscere al meglio il settore e capire quale direzione devono prendere le risorse impiegate. La domanda da porsi, è quindi la seguente: quale oro acquistare?

Si fa presto a dire oro

Parafrasando un vecchio slogan pubblicitario, si fa presto a dire oro. Quando se ne parla, infatti, si tende a mettere tutto in un calderone indistinto, rischiando in tal modo di ingenerare grande confusione.

L’oro, però, non è oggetto di investimento esclusivamente quando è fisico. Anzi, con l’affermarsi del trading online sono stati sempre di più coloro che hanno puntato sui cosiddetti derivati. Ovvero quegli strumenti finanziari i quali permettono di investire su un sottostante, senza detenerne il reale possesso. Ovvero puntando sulla crescita o sulla flessione della sua quotazione.

Una modalità di trading tale da eliminare in partenza alcune complicazioni. Come quella derivante dalla necessità di dotarsi di sistemi di sicurezza in cui custodire l’oro fisico acquistato e, magari, di elevare una polizza assicurativa tesa a tutelarsi da eventuali furti. Con un aggravio di costi il quale è destinato a riflettersi sulla convenienza dell’operazione.

Tra oro finanziario e oro fisico, però, la differenza è naturalmente notevole. Anche e soprattutto in termini di convenienza dell’investimento. Se è vero che gli spread applicati alla compravendita di oro fisico sono molto più elevati di quelli che gravano sui derivati, è anche vero che per chi intende fare un investimento di lungo periodo questo fattore tende a perdere notevolmente di importanza.

Oro fisico: cosa occorre sapere

Una volta che si sia deciso di puntare sull’oro fisico, proprio perché si preferiscono beni materiali a quelli immateriali, il passo successivo è rappresentato dalla risposta ad un altro quesito: quale forma di oro fisico preferire?

Va infatti precisato che esistono più tipologie di oro fisico. Indicate con precisione proprio dalla normativa vigente. Che in Italia è la legge 7 emanata il 31 Gennaio del 2000, la quale provvede ad individuarne tre:

  1. oro da investimento, ovvero il “metallo lavorato in lingotti e in placchette di peso accettato dal mercato dell’oro ma comunque superiore ad 1 grammo, di purezza pari o superiore a 995 millesimi” e “le monete d’oro di purezza pari o superiore a 900 millesimi, coniate dopo il 1800, che hanno o hanno avuto corso legale nel Paese di origine, normalmente vendute a un prezzo che non supera dell’80 per cento il valore sul mercato libero dell’oro in esse contenuto (…)”;
  2. materiale d’oro per uso industriale, anch’esso individuato dalla legge come “la materia prima aurifera grezza destinata a successiva fusione (…) e i semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi”;
  3. oro da gioielleria, indicato come “Il cosiddetto oro da gioielleria ad uso ornamentale (…)”, cui si aggiunge “l’oro per la componentistica elettronica”. Se la prima categoria è facilmente individuabile, nella seconda vanno a rientrare i rivestimenti interni di Pc, cellulari e altri dispositivi elettronici oltre a quello destinato a scopi medici e diagnostici.

Qual è il motivo che spinge ad acquistare oro?

L’oro fisico è ormai da lungo tempo soggetto di compravendita, in ogni parte del globo. Il motivo che spinge ad acquistarlo è proprio la sua rarità. Per capire meglio questo dato, bisogna fare riferimento al quantitativo di minerale che resta ancora da estrarre. Il quale si aggira intorno alle 35mila tonnellate.

Una media estrapolata tenendo conto dei dati forniti da alcuni analisti finanziari, 25mila tonnellate, e dall’Usgs (Us geological survey), una agenzia governativa USA considerata il principale organo nel mondo della geologia, la quale fissa il quantitativo rimanente in 52mila tonnellate.

Se è convinzione comune che le più grandi miniere siano localizzate in Sudafrica, in California e nel Klondike, si tratta però di un dato non suffragato dai fatti. Si tratta in effetti di giacimenti che sono praticamente esauriti.
La realtà è che attualmente le principali miniere sono:

  • la Grasberg mine situata nell’isola di Papua (Indonesia), che fornisce 45 tonnellate all’anno;
  • la Muruntau in Uzbekistan, capace di fornire circa 80 tonnellate;
  • il giacimento di di Pueblo Viejo (Repubblica dominicana), con 36 tonnellate;
  • Yanacocha (Perù), ove si estraggono 30 tonnellate nell’arco dei dodici mesi;
  • Cortez, Goldstrike e Carlin Trend, tutte situate in Nevada, ove si estraggono complessivamente circa 100 tonnellate.

Il maggior produttore globale è però la Cina, ove le varie miniere presenti permettono di sommare circa 458 tonnellate, il dato del 2015 secondo il Gold fields mineral services, un dato comunque non facilmente verificabile.
Si tratta però dei dati ufficiali. I quali sono molto inferiori a quelli messi insieme dai cosiddetti garimpeiros, ovvero i minatori illegali disseminati in ogni angolo del globo. Un tipo di estrazione che prevede spesso l’impiego di veri e propri schiavi, come ripetutamente segnalato dai rapporti elaborati al proposito.
Ogni anno, comunque, tutte queste realtà, messe insieme, sono in grado di provvedere all’estrazione di circa 3500 tonnellate di oro. A meno che non vengano trovate nel frattempo nuove miniere, entro un decennio o poco più non ci sarà più minerale prezioso da estrarre.

Il prezzo dell’oro usato

Un posto particolare, in questo discorso, spetta all’oro usato. Per il quale sembra quasi che il tempo trascorso non conti. La sua quotazione, infatti, è quasi analoga a quella dell’oro nuovo. Qual è il motivo di questa apparente stranezza? In pratica è da ricercare nel fatto che l’oro il quale viene venduto, solitamente ai compro oro disseminati lungo il territorio, viene sottoposto a fusione e impiegato nella produzione di nuovi manufatti.

Naturalmente il discorso è diverso quando si parla dell’effettivo pagamento. L’oro usato, infatti, troppo spesso viene valutato molto di meno dagli acquirenti. I quali fanno evidentemente affidamento sulle difficoltà economiche di chi entra nell’ottica di idee di rinunciare ai gioielli di famiglia.

Proprio per questo acquistare oro usato mediante trattative private può diventare un ottimo affare. Addirittura clamoroso nel caso in cui un manufatto sia dotato di un valore artistico, ovvero derivante dal particolare tipo di lavorazione cui è stato sottoposto. Un valore il quale è difficile da quantificare e che può, di conseguenza, aprire la strada per una acquisizione enormemente vantaggiosa.

Quale oro conviene comprare?

Al termine di questa disamina, non resta che tornare alla domanda di partenza: quale oro conviene acquistare? Appurato che la scelta è tra oro finanziario e fisico, la scelta dovrebbe obbedire a strategie ben precise.

Chi intende fare una speculazione di breve periodo può senz’altro puntare sugli ETF, i derivati che non impongono l’acquisto materiale, ma che permettono di investire su un sottostante e sulle sue variazioni di prezzo. Se invece si punta ad un investimento di lungo periodo, è senz’altro consigliabile ripiegare sull’oro fisico.

E proprio per quanto riguarda il secondo, sono gli esperti ad affermare come sia preferibile optare per le monete. Il motivo di questa preferenza è da ricercare nel fatto che sono esenti da costi di manifattura e possono essere monetizzate più facilmente ove se ne presenti la necessità. In particolare si consiglia di puntare sui marenghi italiani, sulle sterline inglesi e sui  krugerrand sudafricani.

Altro consiglio che sarebbe il caso di tenere presente è poi quello relativo alla necessità di acquistare da operatori professionali. Ovvero quelli appartenenti alle associazioni regolarmente riconosciute a livello statale. Nel caso italiano dalla Banca d’Italia, la quale provvede a stilare un elenco delle aziende abilitate a commercializzare oggetti in oro. Stabilendo, di fatto, una differenza da gioiellieri e compra-oro i quali, al contrario, non hanno il permesso di vendere oro da investimento.

Conclusioni

Comprare oro conviene sempre. Soprattutto nei momenti in cui la situazione economica inizia a farsi molto complicata, sgonfiando le quotazioni di asset sui quali abitualmente scommettono gli investitori. Occorre però cercare di capire quale sia l’oro su cui conviene investire, in quanto una cosa è l’oro finanziario, ovvero quello su cui si può fare trading tramite derivati, ben altra è quello fisico.

L’oro finanziario presenta alcuni vantaggi di non poco conto. Non è infatti necessario acquistarlo direttamente e detenerlo, eliminando costi e preoccupazioni collegati al suo possesso. Inoltre i costi di intermediazione, ovvero gli spread da versare, sono nettamente più bassi. Si tratta però di un investimento puramente speculativo, il quale deve essere impostato sul breve termine.

L’oro fisico, a sua volta, deve essere conservato, investendo ad esempio in sistemi di sicurezza e in una polizza assicurativa. Si tratta in questo caso di un investimento il quale può anche essere impostato sul lungo termine. Con una notevole sicurezza di vederlo fruttare. Anche perché la disponibilità di metallo prezioso, a livello globale, si va rapidamente esaurendo. Proprio la rarità che ne consegue fa presagire la possibilità di notevoli aumenti della sua quotazione nel corso dei prossimi anni. E di quelli futuri, quando non sarà più possibile estrarlo.