Come comprare oro in borsa

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Il trading online è una passione sempre più diffusa, anche nel nostro Paese. Un feeling, quello tra i nostri connazionali e l’investimento condotto sul web, il quale è stato ulteriormente amplificato dalle necessità sanitarie indotte dall’arrivo del Covid-19 sul nostro territorio.

Quando la pandemia ha toccato la penisola, infatti, si sono iniziate a diffondere ipotesi come quella relativa al fatto che il denaro contante potesse essere un veicolo di contagio per il virus. Rumors estremamente preoccupanti, i quali hanno preso spinto un gran numero di persone ad optare per pagamenti e investimenti digitali. Favorendo in tal modo le piattaforme di trading le quali, dal canto loro, avevano già dato vita ad una grande crescita negli anni precedenti.

Basti pensare che, secondo l’Annuario del Trading Online Italiano, già nel 2018 i trader operanti lungo la penisola erano oltre la soglia dei 6 milioni. Un numero il quale, secondo gli esperti, è aumentato in maniera notevole durante i mesi del lockdown.

Naturalmente, per chi fa trading online, proprio la pandemia ha rappresentato un fattore di non poco conto. La chiusura delle attività non essenziali, infatti, ha letteralmente abbattuto alcuni settori tradizionalmente trainanti per il ciclo economico. Si pensi ad esempio al trasporto aereo, letteralmente azzerato dalla necessità di impedire spostamenti tra un Paese e l’altro o anche tra regioni di uno stesso Stato. O al petrolio, il cui prezzo si è addirittura inabissato poco prima della metà dell’anno, proprio per le ridotte necessità del trasporto.

In queste condizioni, molti traders hanno dovuto guardarsi intorno alla ricerca di asset su cui puntare i propri soldi, con la fondata speranza di farli fruttare. Ravvisando una possibile alternativa nell’oro, considerato il bene rifugio per eccellenza.

Il Covid ha cambiato le carte in tavola

Come abbiamo ricordato, l’arrivo del Covid ha letteralmente terremotato la congiuntura economica. Basta in effetti dare un rapido sguardo ai dati relativi al PIL delle maggiori economie mondiali per riuscire a capire meglio la portata di quanto accaduto.

Una frana, quella dell’economia globale, dalla quale si è salvata in pratica soltanto la Cina, mentre UE, Stati Uniti e Regno Unito hanno visto una flessione mai verificatasi in passato. La quale ha coinvolto un gran numero di settori che un tempo erano strategici.

Anche le piazze finanziarie globali hanno avvertito le scosse causate dal virus. Se, ad esempio sono crollati i trasporti e i titoli petroliferi, hanno invece avuto una grande crescita i titoli legali alla Shut-in Economy, ovvero le aziende che forniscono servizi i quali possono risultare molto utili all’interno di una economia chiusa o sottoposta a limitazioni. Si pensi in tal senso ad Amazon, il gigante del commercio elettronico, che ha visto una ulteriore crescita del suo giro di affari. O a Netflix, azienda che propone contenuti video in streaming, anch’essa in una fase di intensa crescita.

Una situazione la quale, peraltro, dovrebbe proseguire ancora per mesi, se non anni. A suggerire questo trend è proprio il fatto che il coronavirus potrebbe riversare i suoi effetti nonostante le vaccinazioni di massa già iniziate. Le quali sarebbero importanti, ma purtroppo non risolutive secondo le autorità sanitarie.

L’eterno ritorno dell’oro

In un quadro di questo genere, non stupisce eccessivamente il ritorno dell’oro. Il metallo prezioso è infatti notoriamente un bene rifugio, la cui quotazione è in grado di reggere anche nei momenti in cui la congiuntura economica si riflette in negativo su molti asset.

Una caratteristica derivante proprio dal suo essere un bene finito, ovvero la cui quantità non può essere aumentata in maniera artificiale. E, soprattutto, in fase di esaurimento. Si calcola infatti che, ai ritmi estrattivi di oggi, entro un decennio i giacimenti disposti lungo il globo saranno esauriti del tutto. A quel punto, logicamente, il prezzo del metallo esistente dovrebbe giovarsene, in maniera più o meno consistente.

Proprio per questo, il consiglio che viene dato dagli analisti finanziari è quello di conservarne comunque un certo quantitativo all’interno del proprio portafogli. Solitamente, il portafogli di un investitore dovrebbe prevedere la presenza al suo interno di un 10% di oro. Un consiglio seguito ad esempio dai fondi d’investimento, ma non solo. Ne deriva che la quotazione dell’oro difficilmente subisce scossoni e ancora più difficilmente crolla.

Investire in oro: come conviene farlo?

Se per lungo tempo l’investimento in oro è avvenuto con il suo acquisto e possesso diretto, nel corso degli ultimi anni molti investitori hanno appunto deciso di puntare sull’oro finanziario. Ovvero quello che non presuppone il possesso del metallo, ma l’investimento su titoli derivati, i quali vanno ad operare una vera e propria scommessa su un sottostante, cercando di capire se il prezzo di partenza sia destinato a crescere o calare in un determinato arco temporale.

I titoli in questione sono i CFD, acronimo di Contracts for difference. In pratica chi li inaugura opera una previsione sul prezzo del sottostante, in questo caso l’oro. Se si pensa che esso scenderà si andrà short e si venderà nel momento in cui si pensa che possa iniziare a risalire. Se invece si pensa che esso possa salire si andrà long, realizzando la differenza tra il momento in cui il contratto è stato inaugurato e quello di vendita. Naturalmente la domanda da porsi in questo frangente, è la seguente: quali sono i vantaggi derivanti dall’investimento in CFD?

I vantaggi dei CFD sull’oro

Utilizzare i CFD sull’oro, comporta alcuni vantaggi non poco conto, rispetto all’acquisto diretto di metallo prezioso. In particolare:

  1. non è necessario detenere fisicamente l’oro. Quindi non c’è alcuna necessità di procedere all’acquisto di sistemi di sicurezza o all’accensione di una assicurazione in grado di tutelare dal suo furto;
  2. si elimina il problema rappresentato dalla possibilità di essere truffati nel corso dell’acquisto. Eventualità non tanto remota soprattutto quando si procede all’acquisto di oro fisico online;
  3. non è necessario saper valutare con precisione l’oro distinguendo il numero effettivo di carati o capire se il quantitativo pervenuto è effettivamente quello ordinato.

Occorre conoscere alla perfezione il trading

Per riuscire a sfruttare i vantaggi del trading sull’oro, occorre però sapersi muovere in questo particolare settore. Molto spesso si pensa che investire su asset finanziari sia una sorta di gioco. Non è assolutamente così. Quello del trader è un vero e proprio mestiere ed anche estremamente complesso. Nel quale la formazione gioca un ruolo assolutamente fondamentale. Occorre cioè possedere gli strumenti che permettono di decifrare e anticipare i trend in formazione, per poi poterli cavalcare al meglio.

Tali strumenti sono:

  • l’analisi tecnica, la quale permette di studiare e prevedere le variazioni di prezzo sui mercati finanziari attraverso lo storico dei grafici del prezzo e delle statistiche di mercato. L’idea di fondo su cui si basa è che se un operatore finanziario è in grado di identificare gli schemi di mercato del passato, è altresì possibile elaborare una previsione abbastanza accurata dell’andamento dei prezzi anche nel futuro;
  • l’analisi fondamentale, la quale va a valutare il prezzo di un asset considerando una serie di fattori macro e microeconomici. Tra i primi vanno ricordati lo stato di salute di una determinata economia, il suo livello di competitività, le notizie di politica internazionale. Tra i secondi rientrano invece i dati su domanda e offerta, i costi di produzione e altro.

Una volta che il trader abbia in mano i dati che gli servono per capire se un eventuale asset è quotato in eccesso o in difetto, si presenta una ulteriore problematica, ovvero quella consistente nell’individuazione del giusto punto di entrata sul mercato. Occorre cioè cercare di non entrare troppo presto, quando ancora il rischio è molto elevato, o troppo tardi, quando il trend si è già formato e ha preso vigore, in quanto la sua direzionalità potrebbe mutare all’improvviso.

Attenzione alle truffe

Quando si decide di investire sull’oro facendo trading online, però, occorre fare non poca attenzione. Il settore, infatti, è da lungo tempo interessato dalle scorrerie dei truffatori, i quali hanno individuato nella liquidità dei mercati finanziari un ottimo specchietto per le allodole. Basta in effetti fare una rapida ricognizione sul web per rendersi conto di quanti siano, ancora oggi, i raggiri perpetrati a danno di chi vorrebbe far fruttare i suoi soldi nel settore.

Chi intende mettersi al riparo da queste truffe, può comunque farlo abbastanza agevolmente. Per farlo deve reperire informazioni sui vari broker. Non solo andando alla ricerca di informazioni e recensioni, ma anche sincerandosi che la piattaforma individuata allo scopo sia effettivamente autorizzata dalla Consob (Commissione Nazionale per gli Operatori e la Borsa). Stiamo in pratica parlando dell’autorità cui è affidato il compito di sovrintendere e vigilare sulle operazioni finanziarie nel nostro Paese. Chi non ha un permesso rilasciato dalla Consob non può operare e, quindi, è a tutti gli effetti una truffa.

Se la presenza di un permesso rappresenta il primo dato da verificare, ce n’è un secondo da prendere attentamente in considerazione. La stessa Consob, infatti, provvede periodicamente alla pubblicazione di vere e proprie blacklist. Nelle quali vanno a finire, prima o poi, tutti i broker che non solo non sono dotati di regolare licenza, ma di cui si conoscono le imprese.

Non tenere conto di queste liste e della necessità di rivolgersi solo ed esclusivamente a piattaforme certificate, mette i trader nella condizione di perdere rapidamente i propri soldi. Senza neanche la consolazione di aver comunque provato la fortuna con le vere e proprie operazioni di trading. Prima di poterci arrivare, infatti, i loro soldi saranno stati sottratti dai conti aperti e trasferiti in altri, controllati stavolta dai truffatori. Un modus operandi ormai ben noto, ma che purtroppo continua ad calamitare vittime ignare. Attratte dalla promessa di condizioni straordinariamente favorevoli che, all’atto pratico, si rivelano per quello che sono: pure e semplici esche approntate per invogliare gli ingenui.