Quali sono i compro oro seri, come riconoscere un compro oro serio

1544

Indice dei contenuti

Quello dei compro oro è un fenomeno molto dibattuto in Italia. Se dopo la prima ondata, verificatasi in coincidenza con la crisi economica susseguente allo scoppio della bolla dei mutui Subprime, si era verificata una notevole contrazione del loro numero, nel corso degli ultimi mesi questo è tornato a crescere.

Non a caso nello stesso momento in cui la pandemia ha iniziato a riversare i suoi effetti sull’economia. I bilanci familiari messi in affanno dalle chiusure tese a limitare la diffusione del Covid, infatti, hanno spinto molte persone ad entrare di nuovo nell’ottica di idee di vendere il proprio oro. O perlomeno quello che si era salvato negli anni precedenti.

Un trend il quale ha favorito la riapertura di un gran numero di compro oro, come segnalato dalle statistiche ufficiali. Ad esempio quella del Codacons, secondo la quale proprio nei mesi successivi al lockdown sarebbe cresciuto del 50% il numero dei nostri connazionali che si sono rivolti a queste strutture commerciali. Un dato estremamente preoccupante, per più motivi.

Compro oro: le speculazioni sono dietro l’angolo

Proprio l’associazione dei consumatori ha provveduto a rendere noti alcuni casi limite, accaduti in questi mesi. Tra i quali la vicenda simbolica di un giovane romano, il quale dopo aver perso il lavoro ha deciso di vendere il suo rolex ad un compro oro. Vedendosi riconoscere appena 2mila euro, a fronte di un valore commerciale pari a non meno di 5mila. Per un oggetto il quale, notoriamente, si valuta nel corso del tempo.

Una vera e propria speculazione tale da far capire i pericoli insiti nell’esistenza di compro oro il cui scopo è, con tutta evidenza, quello di approfittare della disperazione di un gran numero di persone, messe in grave difficoltà da una situazione fuori controllo.

Proprio per questo è assolutamente necessario cercare di capire che esistono compro oro seri e altri i quali andrebbero invece evitati, per quanto possibile. La domanda che si pongono in molti, è quindi la seguente: come riconoscere un compro oro serio?

L’importanza delle recensioni

Quando ci si mette alla ricerca di un servizio di qualità, la prima cosa da fare per tutelare al meglio i propri interessi consiste nel reperire informazioni. Quelle tese a capire se una determinata attività sia affidabile o meno. Un modus operandi il quale dovrebbe senz’altro essere adottato da chi cerca un compro oro.

Il modo migliore per riuscire in questa operazione è affidarsi al web, dando vita ad una panoramica sui siti che si occupano della tematica. Alla ricerca delle recensioni e dei giudizi rilasciati proprio da chi ha già avuto modo di relazionarsi con queste strutture commerciali.

Una ricerca che deve partire necessariamente da un presupposto: se nessuno ha mai voluto spendere il proprio giudizio su un compro oro, sarebbe meglio evitarlo. Nel dubbio è consigliabile rivolgersi a esercizi sui quali sono invece stati rilasciati commenti positivi. Una norma di prudenza da non sottovalutare assolutamente, alla luce delle tante truffe che hanno funestato il settore nel passato.

Va però anche sottolineato il pericolo inverso, ovvero quello rappresentato da recensioni sin troppo positive. Un fenomeno non certo infrequente sul web, figlio di una tecnica utilizzata in molti settori, con il preciso intento di ingannare gli interlocutori. Per individuarle basta notare il linguaggio forbito e i toni entusiastici, oltre che l’utilizzo di profili i quali non sono reali.

E’ fondamentale la bilancia a vista

Se la reputazione è una cosa molto importante, per l’individuazione di un compro oro serio, c’è un altro fattore di ordine molto più pratico a poter aiutare chi ne cerca uno. Si tratta  della cosiddetta bilancia a vista.

Un problema che è stato sollevato da più parti, anche in una trasmissione televisiva molto popolare come “Striscia la notizia”, in una puntata andata in onda il 25 gennaio del 2019. Nella quale è stato denunciato il mancato rispetto della legge da parte di troppi esercenti del settore.

La normativa in vigore, infatti, impone che la pesatura dell’oro avvenga per mezzo di una bilancia che deve essere rigorosamente a vista, munita di certificazione da parte dell’Ufficio Pesi e Misure. E che sia stata sottoposta alle necessarie revisioni, per impedirne un malfunzionamento che andrebbe chiaramente a discapito del cliente. I compro oro seri, non solo pesano l’oro come viene consegnato dall’aspirante venditore, ma eseguono un doppio controllo del peso, al netto delle pietre.

Va poi aggiunto come sia assolutamente fondamentale l’utilizzo di bilance classiche “a bracci” e non elettroniche. Esigenza derivante dal fatto che quelle elettroniche possono essere falsate con molta facilità. E, ancora, prima di pesare gli oggetti da vendere, è doveroso verificare che la bilancia parta esattamente dallo zero. Mentre deve essere perfettamente visibile il peso dell’oggetto prezioso. Un iter procedurale il quale permette in effetti la valutazione dell’oro sino all’ultimo grammo.

Attenzione a chi promette la valutazione più alta

Altro accorgimento il quale può aiutare a separare i compro oro seri dagli altri è poi quello teso ad evitare chi promette la valutazione più alta. Una promessa sempre più frequente, che equivale alla classica esca.

Si tratta in effetti di un vero corto circuito logico. La valutazione dell’oro che i clienti intendono vendere, non può essere né più bassa, né più alta di quella ufficiale. Ovvero quella che viene stabilita due volte al giorno dall’organismo preposto, che è il Bullion Market Association, la sezione della borsa di Londra espressamente dedicata al metallo prezioso.

Il compro oro che non tiene in conto questo dato e propone valutazioni estranee alla realtà, lo fa con il chiaro intento di raggirare la controparte. Ecco perché dovrebbe essere scartato in partenza e senza starci a pensare troppo.

Compro oro: cosa prevede la legge

Va anche sottolineato come ad aiutare nella ricerca di compro oro seri sia proprio la legge vigente. La quale ha fatto in modo che chi intende aprire un compro oro è obbligato a soddisfare una serie di requisiti estremamente severi e selettivi. Quali sono?

In pratica non basta avere la fedina penale pulita, in quanto le forze di polizia competenti sono a loro volta chiamate ad esprimere il loro giudizio sul soggetto interessato. Che non è scontato sia positivo.

Passato questo primo vaglio, è poi obbligatoria l’iscrizione al registro degli operatori compro oro, il quale è stato appositamente istituito presso l’O.A.M. (Organismo Agenti e dei Mediatori Creditizi). L’iscrizione può essere richiesta dai titolari di licenza ex art. 127 TULPS – Commercio di oggetti preziosi, previo rilascio, da parte della questura territorialmente competente per la sede operativa (licenza madre), dell’Attestazione che comprovi il possesso e la validità del titolo di polizia.

Per quanto riguarda la normativa che legittima l’attività di compro oro (ovvero l’acquisto e la vendita di oggetti in oro usati da privati) è stabilita dal decreto legislativo 92 del 25 maggio 2017, il quale indica l’insieme di adempimenti cui deve provvedere l’operatore. Va comunque sottolineato che la mancanza negli aspetti ricordati non indica la serietà o meno del compro oro, ma ne attesta semplicemente l’abusivismo. Tale da comportare la chiusura dell’attività in capo a pochi giorni, tagliando di conseguenza la testa al toro.

A cosa fare attenzione

Come abbiamo visto, quindi, alcuni presupposti per individuare i compro oro seri sono costituiti dalla reputazione e dal modo in cui si presentano alla clientela. Vi sono però altri fattori che possono condurre coloro che intendono vendere verso una controparte al di sopra di ogni sospetto.

A partire dalla richiesta di documento d’identità e codice fiscale da parte della struttura commerciale. Una prassi che è stata prevista dalla normativa al fine di impedire la ricettazione di preziosi rubati. Il compro oro che non lo fa può essere accusato del reato di incauto acquisto. E se è disposto a correre questo rischio, di cui è perfettamente a conoscenza, qualche cosa di poco chiaro è da mettere in preventivo.

Non meno dirimente è poi l’esposizione dei prezzi praticati. Una condotta la quale va a denotare il massimo di serietà, proprio perché è il segnale di non voler lasciare in una zona d’ombra le operazioni. Quindi da apprezzare.

E, ancora, il compro oro serio è quello che punta a tutelare al massimo la privacy dei venditori, per ovvi motivi. Per farlo si utilizza la schermatura delle vetrine, in assenza della quale è sicuramente il caso di cercare strutture alternative.

Le inchieste sui compro oro

Sinora abbiamo parlato di serietà, un aspetto importante in quanto può aiutare chi intende vendere il suo oro a trovare una controparte affidabile ed evitare la classica fregatura.

Se la furbizia è in fondo una caratteristica fastidiosa, ma comprensibile, derivante dall’intenzione di fare i propri interessi anche se con mezzi discutibili, il vero pericolo dietro l’angolo è però rappresentato dalle truffe.

Un aspetto, il secondo, messo ripetutamente in evidenza dalla stampa. Con una serie di denunce come quella relativa alla pericolosità dei compro oro che non hanno alcuna remora nel riciclare denaro e preziosi di dubbia provenienza. Per farlo utilizzano gli estremi del documento d’identificazione di clienti a loro volta ignari di quello che accade. Proprio per evitare che tale pratica si trasformi in una ipotesi di reato, si consiglia quindi di non concludere mai la transazione senza il rilascio della classica ricevuta.

Conclusioni

Quando si tratta di vendere i preziosi della dotazione familiare, occorre fare in modo da individuare un compro serio. Il motivo è da ricercare non solo nel fatto che la mancanza di serietà è un presupposto per la conclusione di un affare squilibrato, ovvero il cui vantaggio va a ricadere dalla parte di chi acquista, ma anche di vere e proprie truffe.

Senza arrivare all’ipotesi peggiore, ovvero che il compro oro cui ci si è rivolti sia gestito da organizzazioni criminali dedite al riciclaggio di denaro sporco. Una ipotesi, la seconda, contro la quale è stata approntata una legislazione sempre più severa. La quale non è però ancora riuscita a bonificare del tutto il settore dalle infiltrazioni della criminalità organizzata.