Quanti sono i compro oro in italia

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I venti di crisi che percorrono l’Italia da Nord a Sud, hanno in pratica preparato il terreno ideale per il ritorno in grande stile dei compro oro. Ovvero delle gioiellerie le quali provvedono ad acquistare l’oro fisico di chi è entrato nella risoluzione di vendere quello di famiglia, magari per sostentare un acquisto indifferibile, oppure per cercare di dare respiro ad un bilancio domestico entrato in grande affanno.

Una situazione che troppi nostri connazionali conoscono ormai dal 2008, quando la gelata dei consumi e la crisi conseguente allo scoppio della bolla dei mutui Subprime spinse molti ad entrare nell’ottica di sacrificare l’oro di casa.
Una situazione la quale si è puntualmente ripetuta negli ultimi mesi. Ovvero dopo la chiusura delle attività produttive non essenziali tesa ad evitare il propagarsi del coronavirus.

Un lockdown il quale ha inabissato il PIL e messo in difficoltà un gran numero di persone, in particolare quelle che hanno perso il lavoro. Le quali, non trovando ascolto in un sistema creditizio ripiegato su sé stesso a causa del problema dei prestiti non ripagati negli anni precedenti, hanno iniziato a guardarsi intorno alla ricerca di soluzioni alternative. Individuate in particolare nei compro oro.

Le stime del Codacons

Secondo il Codacons, i compro oro hanno aumentato del 50% il loro giro di affari durante la crisi che ha fatto seguito alla comparsa del Covid in Italia. E’ stato Carlo Rienzi, il presidente dell’associazione dei consumatori, a riferire in una intervista concessa a Adnkronos il fenomeno in atto. Definendo il momento assolutamente drammatico.

A renderla tale è stata proprio l’evoluzione della situazione. Se in un primo momento chi aveva bisogno si rivolgeva al monte dei pegni, sperando con tutta evidenza di poter recuperare in un secondo momento i gioielli impegnati, in seguito molti di loro hanno iniziato a rivolgersi ai compro oro. Avendo perso con tutta evidenza la speranza di poter riscattare quanto impegnato.

Un fenomeno il quale ha naturalmente spinto molti operatori a tornare in un settore che pure si era dimagrito notevolmente negli anni passati. Quando gran parte dell’oro detenuta dagli italiani era stata alienata, sempre per cercare di porre riparo al pericoloso degrado dei bilanci familiari. Tanto da spingere gli osservatori a porsi la classica domanda: quanti sono i compro oro, in Italia?

La relazione dell’OAM

Per dare una risposta al quesito, la cosa migliore consiste proprio nell’osservazione dei dati ufficiali. Quelli contenuti in una relazione annuale dell’OAM (Organismo Agenti e dei Mediatori Creditizi) risalente al 2019, l’ultima disponibile. Secondo la quale sarebbero 6.075 gli sportelli di compro-oro che fanno capo ai 3.609 soggetti iscritti nell’elenco appositamente creato.

Per quanto riguarda la distribuzione geografica lungo il territorio nazionale, il maggior numero di sportelli è concentrato in Lombardia (17%), ove sono presenti oltre mille negozi, con Lazio e Piemonte a chiudere il podio, vantando circa 500 strutture.

Va poi sottolineato come oltre l’80% degli operatori abbia un solo sportello, mentre solo il 16% ne vanti due o più. Mentre è molto limitato il novero dei compro oro con più di 10 sportelli, con sole tre organizzazioni in grado di gestire più di 50 sportelli lungo il territorio peninsulare.

L’abusivismo è ancora molto forte

Un discorso particolare spetta poi all’abusivismo. Un fenomeno che continua ad esistere, nonostante il tentativo delle istituzioni di dare vita ad una legislazione rigorosa, con il preciso intento di stroncarlo.

Per cercare di definirne i contorni, oltre a leggere i tanti articoli relativi alle chiusure di attività illegali da parte della Guardia di Finanza, basta in effetti leggere ancora tra le pieghe della relazione già menzionata. Dalla quale si scopre come inizialmente era stata elevata formale richiesta di pre-registrazione da parte di 4382 soggetti. Molti dei quali, quindi, hanno optato per non portare avanti la pratica. Secondo gli esperti una notevole percentuale di loro ha preferito non emergere e condurre abusivamente l’attività. Dando però modo alle forze di polizia di chiudere in seguito questi esercizi.

Va anche sottolineato come ad optare per l’abusivismo sono stati i compro oro insofferenti alla rigidità della normativa emanata contro di loro. In particolare quella relativa alla lotta contro il riciclaggio di denaro proveniente da attività illegali. La quale prevede un tetto al contante posizionato a quota 500 euro. Ovvero molto di meno rispetto ai 3mila previsti per le altre attività commerciali. Tanto da spingere l’associazione Antico a chiedere l’equiparazione delle due soglie, una richiesta mai accolta.

Anche i compro oro sono entrati in crisi?

Abbiamo quindi dato i numeri che possono aiutare a definire la consistenza del settore e il trend in atto, ovvero la ricrescita delle attività operanti. Un dato il quale, però, deve a sua volta essere analizzato con maggiore attenzione, in quanto molti compro oro sono a loro volta entrati in difficoltà negli ultimi mesi.

La causa sarebbe da ricercare proprio nell’esaurimento delle scorte di oro presenti nelle famiglie. Quelle che si erano salvate negli anni precedenti sembrano non essere state in grado di sopravvivere alla nuova crisi, riducendo dunque il giro d’affari di molte gioiellerie.

Per le quali si prevede nei prossimi mesi una chiusura, alla luce del fatto che le famiglie abbienti, meno toccate dalla crisi, non hanno alcuna necessità di vendere il proprio oro. E anzi, come intuibile, possono essere interessate eventualmente ad acquistarlo. In modo da ripararsi da possibili peggioramenti del ciclo economico con la detenzione di un bene rifugio.

Attenzione a scegliere

La presenza di una realtà così variegata, come quella rappresentata dai compro oro, impone naturalmente la massima cautela da parte di chi intende vendere il proprio oro. Il motivo è facilmente immaginabile: i soggetti meno affidabili puntano a sfruttare al massimo le nuove necessità create dal coronavirus, in particolare quella relativa al reperimento di soldi coi quali affrontare la situazione in attesa di tempi migliori.

Proprio per questo motivo occorre riuscire a stabilire una linea di demarcazione tra i compro oro seri e gli altri. In tal modo non solo sarà possibile tutelare al meglio i propri interessi, ma anche evitare di essere coinvolti in episodi illeciti.

Un pericolo sempre presente dietro l’angolo, proprio alla luce del fatto che molti compro oro sono soliti dare vita a vere e proprie truffe e a comportamenti apertamente illegali. Ad esempio utilizzando i dati fiscali della clientela per riciclare denaro sporco e ricettare preziosi sottratti ai legittimi possessori. Comportamenti contro i quali le forze dell’ordine ormai da tempo stanno procedendo con notevole rigore.

Le precazioni da prendere

Per evitare rischi, sono proprio i compro oro onesti a dare consigli a chi è interessato a vendere. Il decalogo proposto comprende i seguenti accorgimenti:

  • evitare i soggetti che non rispettano prescrizioni di legge, come la richiesta di documento e codice fiscale del cliente;
  • non cedere alla sirena rappresentata dalla massima quotazione. La quale non esiste, in quanto il prezzo può essere solo quello stabilito a Londra due volte al giorno dal Bullion Market Association;
  • non aderire alla proposta di permuta che è ormai una consuetudine presso alcune gioiellerie. Molto meglio vendere il proprio oro e poi recarsi presso altro compro oro per comprare quanto desiderato;
  • accertare che le bilance usate per la pesatura, a vista, non siano elettroniche, bensì a bracci, in quanto le prime possono essere manomesse con una certa facilità;
  • cercare recensioni e giudizi su un determinato compro oro sul web, in modo da accertarne l’effettiva reputazione;
  • farsi rilasciare regolare ricevuta una volta che la contrattazione sia andata a buon fine, in modo da evitare possibili contenziosi di carattere legale.

Conclusioni

Con la crisi economica indotta dal coronavirus, è tornato a salire improvvisamente il numero dei compro oro, dopo anni in cui il loro numero aveva evidenziato una notevole discesa. In particolare sono aumentate le operazioni che li vedono coinvolti, secondo un rapporto del Codacons. Un trend che si è registrato in concomitanza con la crisi dei banco pegni, segno evidente che molti di coloro che cedono l’oro non sperano più di poterlo disimpegnare.

Proprio la tendenza in atto, però, consiglia la massima prudenza da parte di chi intende vendere il proprio oro. Basta infatti leggere gli articoli di giornale per appurare la presenza di un gran numero di attività abusive. Ovvero aperte da persone le quali non hanno eccessivi scrupoli nel violare la legge. Dalle quali, quindi, ci si può attendere comportamenti tesi a sfruttare senza alcuno scrupolo le difficoltà in cui si dibattono attualmente molti nostri connazionali.

Il modo migliore per evitare il contatto con questi operatori, spesso collusi con la criminalità organizzata, consiste nel seguire una serie di comportamenti virtuosi. Gli stessi del resto indicati all’uopo da esperti, compro oro seri e forze dell’ordine. Non farlo può esporre i clienti a rischi di non poco conto.